Il viaggio in breve!
Ogni saga ha un processo, e questa comincia proprio in un'aula a cielo aperto. A Þingvellir, dove nell'anno 930 nasce l'Alþingi, il primo parlamento d'Europa, l'assemblea condanna un uomo dai capelli rossi al bando per omicidio: tre anni lontano dall'Islanda. Quell'uomo si chiama Erik il Rosso, e non è la prima volta che viene cacciato - era già stato bandito dalla Norvegia, insieme al padre, anni prima. Da Þingvellir ripercorriamo la sua storia fino a Eiríksstaðir, la casa nei fiordi occidentali che è costretto a lasciare, e da lì fino alla penisola di Snæfellsnes, dove l'assemblea locale del Þórsnes conferma la sua condanna definitiva.
È da queste coste che Erik salpa verso ovest, in cerca di una terra di cui si sa solo per sentito dire. La trova, la chiama Grænland - terra verde, non del tutto per menzogna - e vi fonda Brattahlíð, oggi Qassiarsuk: la prima colonia norrena d'America, tre generazioni prima che gli europei ne conoscano l'esistenza. Attraversiamo il mare che lui stesso solca per raggiungere questa seconda Islanda, tra i fiordi della Groenlandia meridionale, le rovine della cattedrale di Garðar, ogg Igaliku, e la chiesa di Hvalsey, dove si trova l'ultima testimonianza scritta della colonia norrena prima che sparisca nel silenzio.
È un viaggio che unisce due isole e un'unica biografia: quella di un uomo che trasforma due esili in un'impresa di esplorazione che aprirà la strada, con suo figlio Leif, fino al Nuovo Mondo.