Viaggiare in Serbia è come attraversare la pellicola di un film di Emir Kusturica, dove realtà e immaginazione si confondono, dove la tragedia si trasforma in danza e il silenzio diventa musica. Belgrado è il prologo di questa storia: caotica, passionale, sfacciata, un set aperto che non dorme mai. Poi il ritmo rallenta tra le gole di Ovčar-Kablar, dove il tempo si ferma e la spiritualità sussurra tra le pietre dei monasteri. Uvac esplode con la forza della natura che parla, tra acque verdi e voli di avvoltoio. A Mecavnik, il villaggio di Kusturica, il cinema diventa vita quotidiana: le risate, il vino, la legna che brucia, tutto è parte della scena. Infine Višegrad, nella Repubblica Srpska in terra bosniaca, a chiudere il film con la poesia del suo ponte sulla Drina, dove la memoria si specchia nell’acqua e il passato trova pace. La Serbia è un film che non si guarda soltanto: si vive, si sente, si balla, fino ai titoli di coda.
Serbia - Nel film di Kusturica
Durata del viaggio: 7 giorni
La Serbia è un film che non finisce mai, girato tra il rumore di una fisarmonica e il silenzio di una gola di pietra. Dai neon folli di Belgrado ai monasteri sospesi di Ovčar-Kablar, dalle curve ipnotiche di Uvac ai villaggi di legno di Mecavnik, fino al ponte malinconico di Višegrad, tutto sembra recitare e vivere allo stesso tempo. Ogni volto diventa un personaggio, ogni strada una scena, ogni bicchiere di rakija un brindisi alla vita che non smette mai di suonare.
Serbia - Nel film di Kusturica
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