La Mongolia è una terra in cui il tempo si misura in spazi aperti e orizzonti lontani. Viaggiare qui significa entrare in una dimensione in cui la natura domina il paesaggio e la cultura nomade continua a scandire la vita quotidiana. Le steppe, i deserti e le montagne non sono semplici scenari, ma luoghi vissuti, attraversati da carovane, monaci, pastori e cavalieri.
Questo itinerario attraversa la Mongolia centrale e il Gobi, toccando alcuni dei più importanti monasteri del Paese, siti storici legati all’Impero Mongolo e ambienti naturali molto diversi tra loro: laghi d’alta quota ricchi di fauna, aree vulcaniche, canyon, formazioni calcaree di origine marina e le grandi dune del deserto. Le tappe si sviluppano lungo antiche direttrici carovaniere, oggi percorse con lo stesso spirito di lentezza e adattamento che caratterizza da sempre questi territori.
Il viaggio si svolge in un periodo particolarmente significativo per la cultura mongola: quello delle celebrazioni tradizionali legate al Naadam. Lontano dagli stadi e dalle grandi manifestazioni ufficiali, nelle campagne e nei villaggi queste feste possono prendere forma in modo semplice e spontaneo, con gare di cavalli, lotta e tiro con l’arco organizzate dalle comunità locali. Non esiste un calendario fisso: il Naadam di campagna è parte della vita sociale e, se incontrato lungo il percorso, viene vissuto come ospiti discreti, condividendo un momento autentico della Mongolia rurale.
Le notti trascorse in gher camp, monasteri e presso famiglie locali permettono un contatto diretto con la quotidianità nomade, tra ospitalità essenziale, ritualità buddhista e vita all’aria aperta. Più che una semplice esplorazione geografica, questo viaggio è un’immersione lenta in una cultura che conserva un rapporto profondo con la terra, il movimento e la celebrazione collettiva.